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I chioschi del Poetto…un potenziale ancora inespresso

By 20 Marzo 2020 6 Luglio, 2020 No Comments

La Spiaggia del Poetto è il posto preferito dai cagliaritani, per trascorrere tutti i momenti della giornata.

Al primo raggio di sole, in qualsiasi momento dell’anno, la città si riversa sul lungomare cagliaritano, per la felicità dei cittadini e soprattutto dei sempre più numerosi imprenditori che avviano attività commerciali nelle aree limitrofe.

La grande passeggiata lungo la spiaggia del Poetto nel comune di Cagliari, in seguito ai lavori di riqualificazione terminati nel 2016, ha offerto alla città un lungomare confortevole e ordinato, nel quale piste ciclabili, piste pedonali, aree attrezzate, accessi alle spiagge e nuovi chioschi hanno definito un nuovo spazio all’aria aperta da vivere tutto l’anno.

Protagonisti assoluti di questo grande spazio sono diventati i chioschi sul mare. Situati al centro tra spiaggia e viale ciclo/pedonale, ne scandiscono la vita sociale ed economica.

Con il progetto di lungomare del Poetto di Cagliari sono stati definite forme, dimensioni, materiali, accessi e spazi di occupazione esterna che i titolari della concessione demaniale hanno dovuto recepire e trasformando le vecchie strutture, non più a norma, in conformità alle nuove direttive comunali.

Il risultato è stato una sequenza di volumi con uguali caratteristiche architettoniche che scandiscono il paesaggio e temporalmente l’attraversamento della passeggiata. Alla rigidità esterna si è contrapposta la flessibilità e libertà interna e d’uso, nel quale i diversi operatori hanno potuto investire risorse e idee per offrire e diversificare la propria proposta.

FLESSIBILITA’ + LIBERTA’ D’USO = FATTURATO

La bellissima formula che l’indirizzo comunale ha dato alle attività commerciali sul lungomare di Cagliari, non sempre risponde in termini di numeri effettivi sul fatturato che gli imprenditori sognavano di fare in relazione agli investimenti.

Infatti, la flessibilità e libertà di spazio e uso interni, non sono stati accolti da tutti nello stesso modo, e non tutti ne hanno colto le nuove potenzialità.

I chioschi, nati nei decenni precedenti per offrire un servizio stagionale ai turisti delle aree balneari, sono, ora, stati progettati per offrire un servizio per 365 giorni all’anno nell’intero arco delle giornate.

La prima novità su cui ragionare e studiarne il potenziale per aumentare il fatturato è la flessibilità d’uso nel corso della giornata e dell’anno.

I chioschi non sono più dei piccoli locali che vendono gelati e bibite, ma ora possono offrire il servizio di bar, ristorante, pub, stabilimento balneare, e i servizi più differenti, nell’intero arco della giornata e dell’anno, cambiando aspetto e organizzazione a seconda del servizio che si vuole offrire in quel dato momento.

Non tutti però sono ancora riusciti a capire realmente come sfruttare a pieno queste potenzialità, poiché dimensioni spaziali ridotte, servizio tradizionale e il poco tempo dedicato all’aggiornamento gestionale e di design producono ogni giorno, file interminabili di potenziali clienti in attesa di un tanto desiderato tavolino o la perdita del cliente a vantaggio di un vicino competitor, che si riflettono nel mancato fatturato dell’azienda.

Diviene fondamentale, quindi, attrezzarsi con un nuovo progetto di interior design e di organizzazione gestionale che renda unica l’esperienza nel proprio locale di tutti i potenziali clienti che vivono la spiaggia di Cagliari.

IL PROGETTO DI INTERIOR DESIGN

è la fase in cui, prima ancora che si pensi all’aspetto estetico, viene studiato a tavolino lo spazio d’uso interno del chiosco.

In questa fase andranno studiati gli accessi, le aree di accoglienza, le aree di sosta, di lavoro e di servizio. E’ una fase molto importante in quanto devono emergere tutte le necessità e criticità interne al locale dovute al servizio proposto e dalle quale dovrà scaturire la proposta progettuale per soddisfare tutte le esigenze. Alcuni esempi di quali possono essere gli aspetti da valutare nel progetto di interior design possono essere:

– cucina piccola, come disporre e quali attrezzature acquistare per offrire il miglior servizio al minor costo;

– sala piccola con pochi coperti, come trasformare un area di attesa in una zona di servizio che aumenti il numero dei clienti;

– terrazza distante dal mare, come organizzare la sala per offrire a tutti i clienti una vista panoramica;

– bancone bar per il servizio d’asporto e al tavolo, come organizzarlo e suddividerlo per velocizzare il servizio;

– arredo su misura o industriale, quale e quando scegliere l’uno o l’altro.

Allo studio funzionale e organizzativo del locale, andrà affiancato lo studio di design e di immagine. Questa fase non è meno importante della precedente, in quanto determinerà con la precedente l’ideazione e creazione del concept del locale desiderato, offrendo al cliente un esperienza attrattiva e unica.

In questa fase è consigliabile farsi affiancare da professionisti del settore, architetti o interior designers, che, riuscendo ad analizzare dall’esterno le esigenze emerse dalle analisi, avendo una conoscenza specialistica nel settore ed esperienze con altre realtà, possono trovare la soluzione migliore e più redditizia per l’attività commerciale.

IL PROGETTO GESTIONALE

Nasce a partire dalla strategia di business scelta. Deve essere sviluppata in parallelo alle scelte progettuali all’interno del business plan, definendo strategie di vendita, di servizio, metodologie e lavorazioni da applicare all’interno del locale, di marketing e comunicazione.

Come nel progetto di interior design, bisogna costruire un piano matrice gestionale che guidi l’organizzazione societaria e l’evoluzione della stessa nel tempo, studiando le possibili inclinazioni e variazione che può subire durante il naturale esercizio commerciale. Anche nel piano gestionale va garantita una flessibilità dello stesso alle esigenze che possono nascere, il che permette di non snaturare la matrice organizzativa che si è scelta per l’attività commerciale.

Avere il famoso piano B, non significa non credere di aver pensato bene il piano organizzativo matrice, ma progettare un piano completo che sappia analizzare per tempo le criticità e predisporlo nel caso ce ne fosse bisogno senza arrecare alcun disagio all’attività commerciale.

Alcuni esempi di quali possono essere gli aspetti da valutare nel progetto gestionale possono essere:

– ho poco personale, come posso garantire un ottimo livello qualitativo di servizio nelle ore di punta;

– clientela differente nell’arco della giornata, come differenziare l’offerta del locale senza snaturare l’organizzazione interna;

– organizzare la cucina, flessibilità d’uso adattandola ai servizi differenti dell’arco della giornata;

– vendita di servizi extra, definire spazi e modi per poter guadagnare da altre attività all’interno del normale servizio commerciale progettato;

– vendita online, trovare nuovi canali per ampliare la clientela.

Queste sono solo alcune delle analisi e delle domande che bisogna porsi per definire un piano completo di gestione del nuovo progetto che valorizzi gli investimenti e faccia aumentare il fatturato.

E’ sempre buona prassi farsi accompagnare nel nuovo investimento da professionisti nel settore che abbiano una visione completa di tutte le fasi progettuali. Potrai cosi essere indirizzato e avere un confronto con persone esterne all’attività imprenditoriale ma che saranno in grado di darti le giuste indicazioni studiate per la nuova attività commerciale.

 

Immagine di copertina, Nikki Beach a Mallorca – fonte sito www.ramatuelle-tourisme.com 

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